Un giorno, ad un vecchissimo trisavolo,
gli fu regalato un bellissimo cavolo.
Lui rimase un poco costernato
per quel regalo inusitato.
Lo prese e lo mise sopra ad un tavolo,
quel meraviglioso e bello cavolo.
Si mise a pensare come lo avrebbe consumato,
in un minestrone o, semplicemente, come contorno
per levarselo di torno.
Chiamò le pronipoti dalla cucina e disse alla più piccolina:

<<Prendi quello che trovi sul tavolo,
cioè un bellissimo cavolo,
cucinalo alla vecchia maniera
e lo mangeremo questa sera>>


La pronipote prese il cavolo,
dal tavolo,
e disse pensierosa al vecchio suo trisavolo:

<<Più che un regalo
mi sembra una grande irriverenza,
non si regala un cavolo in nessuna ricorrenza.
Ma tu, che hai passato tante generazioni,
sai di certo che cambiano le menti e le ragioni.
Oggi non ti aspettare dal tuo prossimo disorientato,
nessun regalo desiderato.
Perché, oggi, l’uomo regala al prossimo, che è tribolato,
un cavolo anche in modo figurato,
per non essere in nessun modo coinvolto ed impegnato!>>

Il trisavolo rispose alla pronipote:

<<L’uomo ha sempre donato quel che possiede.
Oggi ti regala la sua nullità
perché nel cuore non ha più pietà!
>>

Vittorio Luciano Banda

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