GIA’!

Un rumore di tacchi che si allontana.

Questo sarebbe stato per me l’amore che finisce,

ma tu indossavi suole di gomma e l’amore è finito senza fare rumore.

È arrivata sera come tutte le sere.

Come i vent’anni dovuti riporre nel cassetto.

Come le tue parole taglienti come lame.

Come tutte le cose che devono arrivare, prima o poi.

L’orgoglio non si è lasciato mettere da parte, eppure avrei voluto.

Oggi mi son alzato malvolentieri dal letto.

È stata una settimana faticosa e inconcludente.

Mi son trascinato fino al bagno pensando all’appuntamento

con l’avvocato,

a quello con il dentista,

all’ufficio,

alla spesa da fare,

alla retta della scuola dei bambini,

al fitto di casa,

alle lamentele dei clienti.

Ho pensato a me e a te e poi, finalmente ho pisciato.

Ho brancicato fino alla cucina e messo la caffettiera sul fuoco.

Se tu fossi stata qui, te ne avrei portato una tazza.

– caffè lungo –
con un cucchiaino di zucchero di canna –

Vecchie abitudini, e si sa, le abitudini son dure a morire,

ed in ogni caso andrebbero riposte in una apposita scatola di ricordi.

Anche l’amore ha i suoi acciacchi.

Sulle lunghe distanze il fiato si fa corto e le carezze hanno calli alle mani.

Un tempo adoravo guardare le tue labbra color ciliegia.

Un tempo, il rosso era il mio colore preferito.

Giancarlo Pansini

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