Non aprite quella porta.                                   

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Non aprite quella porta è il titolo di un film horror degli anni novanta.

Blaise Pascal, nella sua raccolta di pensieri, ne scriveva uno rivolto all’uomo e precisamente diceva:

“Di due cose ha paura l’uomo:
della miseria e della morte;
ma per vivere ha risolto di non pensarci!”

Io riflettendo ne aggiungerei una terza, cioè la “coscienza“.

Oggi assistiamo alla lotta dell’uomo contro la miseria che si concretizza in ruberie, in peculati, in incarichi fittizi retribuiti dai vari Enti: Stato, Regioni, Province, Comuni etc..

Poi vi è il culto della salute, assecondato dai media i quali ci propinano prodotti miracolosi per ogni parte del nostro corpo, nessun organo umano escluso, adatti, a loro dire, a migliorare le prestazioni e la salute in generale, prevenendo l’invecchiamento e, quindi, l’approssimarsi di malattie e della morte, quest’ultima esorcizzata in ogni modo.

La coscienza pare rappresentare quella porta che non dovremmo mai aprire, poiché oltre quella soglia, nel caso in cui lo facessimo, troveremo ad attenderci quelli che abbiamo depredato e, di conseguenza, condannato ad una vita misera.

Ma di chi stiamo parlando? Delle vittime delle speculazioni edilizie e finanziarie, di familiari confinati nel dimenticatoio o che abbiamo relegato in strutture eleganti giustificandoci che avrebbero avuto compagnia e che tutto sommato la loro vita sarebbe stata migliore.

Poi, sempre attraverso i media, abbiamo assistito a vessazioni degli stessi, con violenze e sopraffazioni che hanno evidenziato la disumanità che affligge il mondo attuale.

Dobbiamo imparare a non avere paura della coscienza.

La coscienza, come ho detto, è una porta e in quanto tale dobbiamo abituarci ad aprirla spesso.

Dietro a questa è possibile recuperare la pace, soprattutto se abbiamo fatto tutto il possibile per asciugare le lacrime dei nostri genitori, dei parenti che sono stati visitati dalla malattia e dalla sofferenza degli amici che abbiamo consolato.

La coscienza è la porta più importante del nostro essere, che dovrebbe essere aperta giornalmente prima di prendersi un caffè e di tuffarsi in un nuovo giorno; se impariamo a farlo sperimenteremo dentro di noi un grande senso di pace e le nostre azioni quotidiane saranno di certo migliori.

Vittorio Luciano Banda

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